Attraverso questo breve lavoro cercherò di spiegare in maniera semplice a cosa vanno incontro i coniugi che si apprestano a domandare il divorzio.
LE DOMANDE PIÙ FREQUENTI IN MATERIA DI DIVORZIO
1) QUANDO POSSO CHIEDERE IL DIVORZIO?
Dopo che sono trascorsi almeno 3 anni dalla comparizione dinanzi al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale.
In alcuni casi eccezionali (impotenza, attentato alla vita dell'altro coniuge, condanna penale per specifici reati, etc.) è possibile
chiedere il divorzio senza passare per la fase intermedia della separazione (art.3 della legge sul divorzio).
2) IL DIVORZIO RICALCA SEMPRE LA REGOLAMENTAZIONE ASSUNTA IN SEDE DI SEPARAZIONE?
Il divorzio, nel nostro ordinamento, ha una regolamentazione indipendente e quindi in linea teorica tutte le condizioni assunte in sede di
separazione possono essere rinegoziate.
Tuttavia, specie quando sono trascorsi pochi anni dalla separazione, sono i coniugi stessi a chiedere che le condizioni rimangano pressoché
inalterate, soprattutto se la separazione ha garantito un buon equilibrio nei rapporti patrimoniali ed esistenziali (mi riferisco al rapporto con i figli).
3) I CONIUGI POSSONO ESSERE ASSISTITI DA UN UNICO AVVOCATO?
Se la coppia ha maturato di comune accordo il divorzio non solo è possibile ma è consigliabile rivolgersi, fin dal primo colloquio,
ad un unico avvocato.
In questo modo i tempi di definizione del procedimento sono ancor più ridotti e i costi risultano dimezzati.
L'avvocato, in questo caso, sarà il consulente di entrambi i coniugi e li guiderà alle migliori soluzioni (sempre condivise) per
la regolamentazione dei rapporti patrimoniali e non.
Data la particolarità della materia è bene rivolgersi ad un legale esperto in diritto di famiglia.
La trattazione di queste pratiche, infatti, richiede conoscenze specifiche.
4) QUANTO PUO' DURARE UN DIVORZIO?
Il divorzio, quando è congiunto, dura poche settimane.
Se è contenzioso ha la durata di una causa ordinaria (può quindi durare anche anni).
5) QUANTE VOLTE DEBBO RECARMI IN TRIBUNALE?
Nel caso di divorzio congiunto soltanto una volta.
Nel caso di divorzio contenzioso è possibile essere convocati dal Giudice per l'interrogatorio formale o per l'esperimento del tentativo
di conciliazione e quindi si può arrivare a 2 o 3 presenze in aula.
6) CHE COS'È L'ASSEGNO DIVORZILE?
È quella somma che uno dei due coniugi può essere costretto a versare alla controparte nel caso in cui i redditi siano
profondamente diversi.
In linea teorica l'assegno divorzile potrebbe essere concesso anche a favore del coniuge cui sia stata addebitata la separazione.
Il Giudice deve infatti considerare i seguenti parametri: condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo dato da ciascuno
alla formazione del patrimonio, reddito dei coniugi, durata del matrimonio.
L'assegno può essere corrisposto anche in un'unica soluzione (purchè il Tribunale ritenga la somma equa).
Il diritto cessa se il beneficiario passa a nuove nozze.
L'assegno divorzile non va confuso con il contributo al mantenimento dei figli, sempre dovuto a favore del genitore con cui gli stessi
stanno esclusivamente o prevalentemente.
7) LA SENTENZA DI DIVORZIO E' IRREVOCABILE?
No. Se sopraggiungono giustificati motivi il Tribunale può modificare le statuizioni sull'assegno e sull'affidamento dei figli.
Si dice che in diritto di famiglia non si forma mai il giudicato definitivo.
8) HO DIRITTO DI DOMANDARE LA PENSIONE DI REVERSIBILITÀ IN CASO DI DECESSO DEL CONIUGE?
La legge (Art.9) stabilisce che il coniuge, se non è passato a nuove nozze e se è titolare di assegno di mantenimento, ha diritto alla pensione di reversibilità, sempre che il rapporto da cui trae origine il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza.
Qualora esista un coniuge superstite avente i requisiti per la pensione di reversibilità il Tribunale provvederà a suddividere l'ammontare fra gli aventi diritto.
9) HO DIRITTO DI DOMANDARE UNA QUOTA DEL T.F.R. DELL'EX CONIUGE?
La legge (art.12 bis) stabilisce che il coniuge, se non è passato a nuove nozze e se è titolare di assegno di mantenimento, ha diritto a una percentuale del T.F.R. pari al 40%, in riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
Tale diritto spetta anche se il T.F.R. viene erogato dopo la sentenza di divorzio.
10) OTTENUTA LA SENTENZA DI DIVORZIO POSSO RISPOSARMI SUBITO?
Risposta affermativa per gli uomini (è sufficiente il passaggio in giudicato della sentenza).
Per le donne occorre attendere 300 giorni dalla pronuncia di divorzio (così detto lutto vedovile); a meno che il divorzio non sia stato pronunciato per impotenza di uno dei coniugi.
Per approfondimenti si veda l'art.89 del codice civile.
Avv. Francesco Biagini
Matrimonialista - Specializzato in Diritto di Famiglia e delle Successioni
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